è possibile ripartire dai propri errori?
è possibile guardare in faccia la propria rabbia e semplicemente alzare in alto le braccia, arrendersi?
Ricominciare.
Accendere la musica, all'indomani di un weekend faticoso, e provare a respirare.
lunedì 26 settembre 2011
mercoledì 25 maggio 2011
slow food
Ci sono famiglie in cui quello dei pasti è un momento di gioia e condivisione, famiglie in cui si ringrazia la mamma per il cibo messo in tavola e le si fanno i complimenti per come cuoce i fagiolini o stufa gli spinaci.
Famiglie in cui può capitarti di sentir dire:
-questo risotto alle erbe selvatiche è buonissimo, mamma, che tipo di riso integrale hai usato?
Poi ci sono i Calzelunghe.
-Cos'è questa cosa verde che galleggia nella brodaglia?
-basilico, Boy, basilico.
-dici sempre basilico perchè sai che mi piace il pesto, ma poi sono spinaci, o piselli o...Girl come si chiamano quelle verdure puzzolenti che voleva farci mangiare a Natale
-broccoli, behah!!! Che schifo, puzzavano....
-i broccoli sono buonissimi e fanno benissimo...forza smettete di tormentare vostra madre
-se sono tanto buoni perchè cerchi sempre una scusa per non mangiarli, i tuoi amatissimi broccoli....
-non dite sciocchezze, papà adora i broccoli, vero?
Colpi di tosse nervosa, interlocutori sorsi d'acqua
-respira, papà, respira-
-scusate, stavo soffocando...
-Sì certo. Guarda che lo sappiamo tutti che fai così per non mangiare la minestra
-Già, come quella volta che ti sei fatto venire la sudarella e dicevi che sentivi il cuore nella gola e sei andato a farti misurare la pressione ma lo sappiamo tutti che sei uscito a mangiarti un panino con il wurstel
-sì, il cot dog... la mamma ha trovato tutta la maionese sulla maglietta...
-non era maionese, era senape..
-no, era maionese
-no, era senape
-mamma era senape o maionese
Silenzio
-rispondi mamma cos'era?
-era basilico
??????
Ci sono mamme, in giro, desiderose di essere adottate.
Famiglie in cui può capitarti di sentir dire:
-questo risotto alle erbe selvatiche è buonissimo, mamma, che tipo di riso integrale hai usato?
Poi ci sono i Calzelunghe.
-Cos'è questa cosa verde che galleggia nella brodaglia?
-basilico, Boy, basilico.
-dici sempre basilico perchè sai che mi piace il pesto, ma poi sono spinaci, o piselli o...Girl come si chiamano quelle verdure puzzolenti che voleva farci mangiare a Natale
-broccoli, behah!!! Che schifo, puzzavano....
-i broccoli sono buonissimi e fanno benissimo...forza smettete di tormentare vostra madre
-se sono tanto buoni perchè cerchi sempre una scusa per non mangiarli, i tuoi amatissimi broccoli....
-non dite sciocchezze, papà adora i broccoli, vero?
Colpi di tosse nervosa, interlocutori sorsi d'acqua
-respira, papà, respira-
-scusate, stavo soffocando...
-Sì certo. Guarda che lo sappiamo tutti che fai così per non mangiare la minestra
-Già, come quella volta che ti sei fatto venire la sudarella e dicevi che sentivi il cuore nella gola e sei andato a farti misurare la pressione ma lo sappiamo tutti che sei uscito a mangiarti un panino con il wurstel
-sì, il cot dog... la mamma ha trovato tutta la maionese sulla maglietta...
-non era maionese, era senape..
-no, era maionese
-no, era senape
-mamma era senape o maionese
Silenzio
-rispondi mamma cos'era?
-era basilico
??????
Ci sono mamme, in giro, desiderose di essere adottate.
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lunedì 23 maggio 2011
mess
-mamma Gulli non mi ama più, Gaia dice che adesso è innamorato di lei...
-davvero?
-Sì, Gaia è sicura, le ha anche regalato un cuore con scritto "gaia"...
-povera girl, e a te dispiace
-un pò. Gulli è simpatico, voglio dire, per essere un maschio...
-magari Gaia si è sbagliata...
-no...era la scrittura di Gulli, ha anche fatto un errore: ha scritto Gaia con la minuscola....
-beh, per fortuna non l'ha scritto con la gl
-no, ha solo dimenticato una maiuscola..
-gli è andata bene! Alcuni prof delle medie si arrabbiano parecchio per un errore di ortografia
-si, va beh, ma noi siamo alle elementari
-il fatto è che non leggete abbastanza...state sempre lì a perdere tempo con questo e con quello, ma un libro vero mai
-ma se ho appena terminato il diario di una schiappa
-ecco appunto, parlavo di libri, non di schiappe
-mamma che c'entrano i libri con l'amore
-c'entrano, c'entrano e se leggeste di più lo sapreste e non fareste stupidi errori di ortografia...
-mamma ma io leggo e la mia ortografia è ok
-libri girl, libri veri
-ok, ok. Ma che ti prende?
-niente, niente...vuoi un pò di mela grattuggiata
-?????
Quando si hanno tre figli con età che vanno dall'asilo nido alla prima media non è sempre facile ricordarsi qual'è quello da nutrire, quello da spronare o quello da confortare.
Peggio, visto che poi tutti vanno nutriti, spronati e confortati il vero problema e ricordarsi come.
Così può capitare di incontrare un bimbo calzelunghe di undici anni infagottato dentro un pannolino bianco e con il pollice ficcato in bocca, una bimba di otto anni dotata di chiavi di casa e biberon rosa ed una neonata di quattordici mesi con zaino eastpack in spalla.
Calzelunghemom fa quello che può.
Ma a volte non è abbastanza!
-davvero?
-Sì, Gaia è sicura, le ha anche regalato un cuore con scritto "gaia"...
-povera girl, e a te dispiace
-un pò. Gulli è simpatico, voglio dire, per essere un maschio...
-magari Gaia si è sbagliata...
-no...era la scrittura di Gulli, ha anche fatto un errore: ha scritto Gaia con la minuscola....
-beh, per fortuna non l'ha scritto con la gl
-no, ha solo dimenticato una maiuscola..
-gli è andata bene! Alcuni prof delle medie si arrabbiano parecchio per un errore di ortografia
-si, va beh, ma noi siamo alle elementari
-il fatto è che non leggete abbastanza...state sempre lì a perdere tempo con questo e con quello, ma un libro vero mai
-ma se ho appena terminato il diario di una schiappa
-ecco appunto, parlavo di libri, non di schiappe
-mamma che c'entrano i libri con l'amore
-c'entrano, c'entrano e se leggeste di più lo sapreste e non fareste stupidi errori di ortografia...
-mamma ma io leggo e la mia ortografia è ok
-libri girl, libri veri
-ok, ok. Ma che ti prende?
-niente, niente...vuoi un pò di mela grattuggiata
-?????
Quando si hanno tre figli con età che vanno dall'asilo nido alla prima media non è sempre facile ricordarsi qual'è quello da nutrire, quello da spronare o quello da confortare.
Peggio, visto che poi tutti vanno nutriti, spronati e confortati il vero problema e ricordarsi come.
Così può capitare di incontrare un bimbo calzelunghe di undici anni infagottato dentro un pannolino bianco e con il pollice ficcato in bocca, una bimba di otto anni dotata di chiavi di casa e biberon rosa ed una neonata di quattordici mesi con zaino eastpack in spalla.
Calzelunghemom fa quello che può.
Ma a volte non è abbastanza!
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martedì 17 maggio 2011
risvegli
Era stato un lungo inverno.
Erano accadute tante cose.
Calzelunghemom si era alzata ogni mattina ed era andata a dormire ogni sera con la convinzione che bisognasse tenere e tenere e tenere.
Ed aveva tenuto.
Lentamente il freddo aveva allentato la stretta ed erano arrivati i primi caldi, umidi, soffocanti, quasi estivi.
Il mondo, là fuori, raccontava spesso storie tristi che Calzelunghemom non aveva voglia di ascoltare, storie di violenza, di catastrofi, di umana follia.
Andarsene, nascondersi, trovare un luogo dove poter abolire tutto, dove fare pratica di altri modi e altri spazi di vita.
Fuggire.
La scuola media di Boy si era rivelata, in larga misura, un luogo dove disimparare quasi tutto: studia da questa pagina a quest'altra, cancella le parole che non mi piaciono, non pensare senza chiedere il permesso, non entusiasmarti senza essere autorizzato, non fare domande inopportune, adeguati, attieniti, conformati.
E da bravo ragazzo Boy si era adeguato.
Ogni tanto, durante i lunghi pomeriggi invernali, seduto difronte al suo libro, un guizzo nel suo sguardo tradiva la sua vera natura piratesca: l'ammrazione per Ulisse, la compassione per Priamo e lo stupore difronte ad Achille che preferiva una vita breve e gloriosa al dono divino dell'immortalità....ma erano emozioni rubate all'imperativo assoluto dell'attenersi a quanto richiesto.
Girl, improvvisamente, non era più la piccolina di casa.
Scalzata via dalle urla tenaci di Bebè che reclamava per sè tonnellate di attenzioni, si aggirava raminga per i vasti territori dei nuovi equilibri familiari alla ricerca di un luogo nuovo a cui appartenere.
Calzelunghemom lo vedeva, lo sentiva, in qualche modo viaggiava insieme a lei.
-Dovrei trovare il modo di guidarla- dicevava sè stessa qualche attimo prima di essere risucchiata dall'ennesimo compito in classe di boy, abbraccio di Bebè, telefonata di Papà, improvviso cedimento al sonno....
Bebè cresceva, camminava, parlottava, modulava con mille sfumature la parola mamma, mangiava pezzetini di focaccia, faceva ciao con la manina, dedicava a Calzelunghemom sguardi innamorati da capogiro e poi ciucciava, ciucciava e ciucciava....
L'aspettativa post partum cominciava a scarseggiare, Calzelunghemom si era imbarcata in un faticoso tentativo di progressivo rientro al lavoro, e questo aveva reso tutto più stancante, doloroso, faticoso.
Bebè frequentava due mattine la settimana l'asilo, la terza mattina stava con la nonna...
Il tempo sembrava non bastare mai.
La casa sembrava dotata di vita propria: il disordine non viaggiava più da una stanza all'altra, il disordine era ovunque!
Che cosa c'è per cena?
Non mi piacciono gli spaghetti!
Mamma dov'è la mia maglietta rossa?
-dove diavolo sono andata a finire?- si chiedeva ogni tanto Calzelunghemom guardandosi allo specchio, ma prima di riuscire a rispondersi stava già occupandosi di qualcos'altro.
Poi un mattino.
Un mattino dei soliti, con le tazze sul tavolo, il latte fuori dal frigo, i pigiami sul pavimento.
Un mattino di accompagnamenti vorticosi e ritardi sul cartellino.
Un mattino di sole e di aria e di cieli azzurri sorpresi fra le case.
Un mattino di primavera.
-LA MIA VITA MI APPARTIENE- si era detta Calzelunghemom camminando svelta verso l'ennesima cosa da fare.
-ho quarant'anni e questa è la mia vita! Al timone ci sono proprio io e anche se la rotta è spesso nebulosa a me piace il viaggio che sto facendo.-
Erano accadute tante cose.
Calzelunghemom si era alzata ogni mattina ed era andata a dormire ogni sera con la convinzione che bisognasse tenere e tenere e tenere.
Ed aveva tenuto.
Lentamente il freddo aveva allentato la stretta ed erano arrivati i primi caldi, umidi, soffocanti, quasi estivi.
Il mondo, là fuori, raccontava spesso storie tristi che Calzelunghemom non aveva voglia di ascoltare, storie di violenza, di catastrofi, di umana follia.
Andarsene, nascondersi, trovare un luogo dove poter abolire tutto, dove fare pratica di altri modi e altri spazi di vita.
Fuggire.
La scuola media di Boy si era rivelata, in larga misura, un luogo dove disimparare quasi tutto: studia da questa pagina a quest'altra, cancella le parole che non mi piaciono, non pensare senza chiedere il permesso, non entusiasmarti senza essere autorizzato, non fare domande inopportune, adeguati, attieniti, conformati.
E da bravo ragazzo Boy si era adeguato.
Ogni tanto, durante i lunghi pomeriggi invernali, seduto difronte al suo libro, un guizzo nel suo sguardo tradiva la sua vera natura piratesca: l'ammrazione per Ulisse, la compassione per Priamo e lo stupore difronte ad Achille che preferiva una vita breve e gloriosa al dono divino dell'immortalità....ma erano emozioni rubate all'imperativo assoluto dell'attenersi a quanto richiesto.
Girl, improvvisamente, non era più la piccolina di casa.
Scalzata via dalle urla tenaci di Bebè che reclamava per sè tonnellate di attenzioni, si aggirava raminga per i vasti territori dei nuovi equilibri familiari alla ricerca di un luogo nuovo a cui appartenere.
Calzelunghemom lo vedeva, lo sentiva, in qualche modo viaggiava insieme a lei.
-Dovrei trovare il modo di guidarla- dicevava sè stessa qualche attimo prima di essere risucchiata dall'ennesimo compito in classe di boy, abbraccio di Bebè, telefonata di Papà, improvviso cedimento al sonno....
Bebè cresceva, camminava, parlottava, modulava con mille sfumature la parola mamma, mangiava pezzetini di focaccia, faceva ciao con la manina, dedicava a Calzelunghemom sguardi innamorati da capogiro e poi ciucciava, ciucciava e ciucciava....
L'aspettativa post partum cominciava a scarseggiare, Calzelunghemom si era imbarcata in un faticoso tentativo di progressivo rientro al lavoro, e questo aveva reso tutto più stancante, doloroso, faticoso.
Bebè frequentava due mattine la settimana l'asilo, la terza mattina stava con la nonna...
Il tempo sembrava non bastare mai.
La casa sembrava dotata di vita propria: il disordine non viaggiava più da una stanza all'altra, il disordine era ovunque!
Che cosa c'è per cena?
Non mi piacciono gli spaghetti!
Mamma dov'è la mia maglietta rossa?
-dove diavolo sono andata a finire?- si chiedeva ogni tanto Calzelunghemom guardandosi allo specchio, ma prima di riuscire a rispondersi stava già occupandosi di qualcos'altro.
Poi un mattino.
Un mattino dei soliti, con le tazze sul tavolo, il latte fuori dal frigo, i pigiami sul pavimento.
Un mattino di accompagnamenti vorticosi e ritardi sul cartellino.
Un mattino di sole e di aria e di cieli azzurri sorpresi fra le case.
Un mattino di primavera.
-LA MIA VITA MI APPARTIENE- si era detta Calzelunghemom camminando svelta verso l'ennesima cosa da fare.
-ho quarant'anni e questa è la mia vita! Al timone ci sono proprio io e anche se la rotta è spesso nebulosa a me piace il viaggio che sto facendo.-
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giovedì 16 dicembre 2010
Maria Montessori: le ragazze salvano il mondo.
Sempre più spesso, nelle sue scorribande virtuali, Calzelunghemom si imbatte in blog e siti che fanno riferimento al lavoro di Maria Montessori, e questo la riempie di gioia perchè ha sempre avuto un debole per quella ragazza!
Come non averlo...
Studentessa non proprio brillante agli albori, Maria vive a cavallo tra 1800 e tutta la prima metà del 1900 e si muove seguendo il proprio istinto.
Rifiuta i progetti che i genitori avevano fatto per lei e con passione si lancia incontro ai propri interessi.
Muovendosi per tentativi, arriva in fondo a vie che si aprono su nuove strade, senza timore di mettersi in gioco, costruendo un pensiero organizzato a partire da una moltitudine di esperienze...un percorso che è già il suo metodo: la libertà che da sola genera la disciplina, la creatività che da vita al pensiero.
Come non amarla!
Quando pensa a lei Calzelunghemom pensa soprattutto a questo, al suo lato punk, anarchico, ribelle, che non è però fine a se stesso, che non è affatto un fine, ma uno strumento di conoscenza, di pensiero, di riflessione sulla realtà.
Eppure quando parliamo di Maria Montessori tutti abbiamo in mente i lettini dell'ikea, i tavolini di alcuni, illuminatissimi, asili, le seggioline colorate, i giochini didattici.
Rigidamente, talvolta, parliamo del suo metodo e qui si sprecano gli aspetti proiettivi che mettono in contrapposizione il bambino buono con l'adulto ormai corrotto, come se si trattasse di universi separati.
Capita di leggere di persone che, sviluppando funambolici parallelismi, chiedono di pensare a come ci si sentirebbe mettendosi al posto dei propri figli, come se fra noi e i nostri figli ci fossero muri da superare e non cordoni ombellicali da mentenere vitali, come se realmente questa fosse un'operazione che è possibile compiere intellettualmente invece di viverla con la pancia, tutti i giorni.
Maria Montessori è stata una gran donna.
Ha avuto l'intelligenza di interrogarsi continuamente su ciò che faceva, ha saputo vedere ciò che non le piaceva del mondo in cui viveva è ha avuto il coraggio di lavorare per trasformarlo.
Poi sono passati gli anni.
Viviamo in una società che, del mettere il bambino al centro (ma al centro di cosa? Il entro non mi sembra un gran posto per un bambino, io i miei bambini li voglio accanto, difronte, in braccio, non al centro...), ha fatto un affare pazzesco.
Le famiglie, oggi, sono spesso centrate sul bambino e più o meno consapevolmente si desidera che lui sia estroso, creativo, brillante, originale: un mucchio di roba insomma!
Calzelunghemom ne conosce a decine, piccole pesti impertinenti che dormono in simpatiche brandine (riordinate al mattino dalle tate) e hanno sempre la prenotazione pronta per ogni tipo di laboratorio o altra attività altamente formante.
Maria Montessori era una donna libera, una pensatrice, una combattente.
Una che ci metteva del proprio, che non se ne stava.
I lettini, le ciotoline, le seggioline erano solo mezzi. Erano il suo modo di mettersi accanto al bambino. Non erano il fine del suo pensiero.
Perchè il fine è educare alla libertà, al pensiero divergente, all'autodeterminazione.
Costruire un mondo migliore.
Questo Calzelunghemom vuole insegnare ai suoi figli.
Come non averlo...
Studentessa non proprio brillante agli albori, Maria vive a cavallo tra 1800 e tutta la prima metà del 1900 e si muove seguendo il proprio istinto.
Rifiuta i progetti che i genitori avevano fatto per lei e con passione si lancia incontro ai propri interessi.
Muovendosi per tentativi, arriva in fondo a vie che si aprono su nuove strade, senza timore di mettersi in gioco, costruendo un pensiero organizzato a partire da una moltitudine di esperienze...un percorso che è già il suo metodo: la libertà che da sola genera la disciplina, la creatività che da vita al pensiero.
Come non amarla!
Quando pensa a lei Calzelunghemom pensa soprattutto a questo, al suo lato punk, anarchico, ribelle, che non è però fine a se stesso, che non è affatto un fine, ma uno strumento di conoscenza, di pensiero, di riflessione sulla realtà.
Eppure quando parliamo di Maria Montessori tutti abbiamo in mente i lettini dell'ikea, i tavolini di alcuni, illuminatissimi, asili, le seggioline colorate, i giochini didattici.
Rigidamente, talvolta, parliamo del suo metodo e qui si sprecano gli aspetti proiettivi che mettono in contrapposizione il bambino buono con l'adulto ormai corrotto, come se si trattasse di universi separati.
Capita di leggere di persone che, sviluppando funambolici parallelismi, chiedono di pensare a come ci si sentirebbe mettendosi al posto dei propri figli, come se fra noi e i nostri figli ci fossero muri da superare e non cordoni ombellicali da mentenere vitali, come se realmente questa fosse un'operazione che è possibile compiere intellettualmente invece di viverla con la pancia, tutti i giorni.
Maria Montessori è stata una gran donna.
Ha avuto l'intelligenza di interrogarsi continuamente su ciò che faceva, ha saputo vedere ciò che non le piaceva del mondo in cui viveva è ha avuto il coraggio di lavorare per trasformarlo.
Poi sono passati gli anni.
Viviamo in una società che, del mettere il bambino al centro (ma al centro di cosa? Il entro non mi sembra un gran posto per un bambino, io i miei bambini li voglio accanto, difronte, in braccio, non al centro...), ha fatto un affare pazzesco.
Le famiglie, oggi, sono spesso centrate sul bambino e più o meno consapevolmente si desidera che lui sia estroso, creativo, brillante, originale: un mucchio di roba insomma!
Calzelunghemom ne conosce a decine, piccole pesti impertinenti che dormono in simpatiche brandine (riordinate al mattino dalle tate) e hanno sempre la prenotazione pronta per ogni tipo di laboratorio o altra attività altamente formante.
Maria Montessori era una donna libera, una pensatrice, una combattente.
Una che ci metteva del proprio, che non se ne stava.
I lettini, le ciotoline, le seggioline erano solo mezzi. Erano il suo modo di mettersi accanto al bambino. Non erano il fine del suo pensiero.
Perchè il fine è educare alla libertà, al pensiero divergente, all'autodeterminazione.
Costruire un mondo migliore.
Questo Calzelunghemom vuole insegnare ai suoi figli.
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mercoledì 15 dicembre 2010
non è mai troppo tardi
Ci sono giorni in cui ogni più piccola parte di Calzelunghemom è tesa nello sforzo di cambiare.
Cambiare cosa? Si chiede lei, nel tentativo di dare un nome alle emozioni che le si agitano dentro.
Cambiare tutto. E' la sola risposta che si sente di dare a se stessa.
Eppure la maggior parte delle cose non le cambierebbe.
Cambierebbe se stessa, quello sì.
Quand'era ragazzina prendeva carta e penna e scriveva:
Ora basta, da oggi....e arrivata in fondo le sembrava di essere già una persona migliore.
Ora che è diventata adulta per lo più parla con sè stessa, ma ogni tanto ancora scrive.
Non è mai troppo tardi:
per smettere di essere arrabbiati
per provare ad essere gentili
per dare ad ogni cosa il giusto peso
per non sentirsi invasi dalle paure
per smettere di urlare
per smettere di pensare che gli altri ci abbiano rovinato la vita
per imparare a mettere qualche confine
per imparare a tenere alcune cose solo per sè
per credere nelle cose che si fanno
per credere in sè stessi
Da ora, da subito.
Cambiare cosa? Si chiede lei, nel tentativo di dare un nome alle emozioni che le si agitano dentro.
Cambiare tutto. E' la sola risposta che si sente di dare a se stessa.
Eppure la maggior parte delle cose non le cambierebbe.
Cambierebbe se stessa, quello sì.
Quand'era ragazzina prendeva carta e penna e scriveva:
Ora basta, da oggi....e arrivata in fondo le sembrava di essere già una persona migliore.
Ora che è diventata adulta per lo più parla con sè stessa, ma ogni tanto ancora scrive.
Non è mai troppo tardi:
per smettere di essere arrabbiati
per provare ad essere gentili
per dare ad ogni cosa il giusto peso
per non sentirsi invasi dalle paure
per smettere di urlare
per smettere di pensare che gli altri ci abbiano rovinato la vita
per imparare a mettere qualche confine
per imparare a tenere alcune cose solo per sè
per credere nelle cose che si fanno
per credere in sè stessi
Da ora, da subito.
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martedì 9 novembre 2010
ghost worker
Mi alzo alle sette, sveglio i bambini, sveglio il marito, preparo la colazione, regolo l'elastico dei jeans di Boy (ma dove ve a finire tutto quel cibo?), insisto perchè si metta la felpa pulita, ti sei ricordato lo zaino? Aiuto papà Calzelunghe a cercare gli occhiali (li perde apposta, è chiaro, per costringermi a cercarli...), sempre dondolando, mantre tengo una neonata sul fianco.
Poi padre e figlio escono, e io mi dedico alle bambine di casa, così allatto bebè mentre girl si prepara, poi mi preparo anche io (circa cinque secondi a disposizione, mentre girl intrattiene la piccola urlatrice), quindi preparo Bebè, la metto nella fascia, pettino Girl
-oggi facciamo le treccine mammma?-
-abbiamo preso tutto, niente da firmare, niente da comprare, inglese è domani, giusto?-
Siamo per le scale, una mamma con neonato e una bambina con le trecce.
Dieci minuti di cammino a passo sostenuto, attraverso vicoli e stradine mattonate, che da brava ragazza di periferia mi sorprendo sempre ritrovandomi nel cuore di questa città appena sveglia.
Eccoci di fronte alla scuola, appena in tempo per l'appuntamento con Gaia e Caterina: missione pesci rossi compiuta.
Girl e le due amiche saltellano felici, in un sacchetto la vaschetta con i pesciolini rossi che hanno deciso di regalare alla classe.
Saluto Girl: un bacio grande, è bello vederti così felice bambina mia.
Qualche parola con qualche altra mamma ed eccomi sulla strada del ritorno. Bebè si addormenta nella fascia a pochi metri da casa. Una volta dentro provo a metterla nel lettino. Dorme. Faccio un caffè, comincio a rifare i letti.
Bebè si sveglia, ciuccia un pochino, si riaddormenta, riprovo a metterla giù, finisco di fare i letti, piego le cose mollate lì dai miei figli, metto un pò d'ordine, preparo una lavatrice, Bebè è sveglia.
Di nuovo fuori, il tempo è bello, la porto un pò al parco dell'Acquasola che ormai è tutto un cantiere perchè stanno costruendoci sotto un parcheggio, però è un posto che mi rilassa, con i suoi colori autunnali e il suo chioschetto.
Poi, se metto Bebè a sedere sul tartan dell'area giochi, lei si guarda intorno rapita, ed è così bello guardarsi intorno attraverso i suoi occhi che sono di un colore così diverso da quello di tutti gli altri miei figli.
Sono così felice che tu ci sia, piccolina, che me ne sto li imbambolata a guardarti e mi tornano in mente vecchie parole di una canzone di Susanne Vega che faceva:
We go to the playground in the winter time....
e visto che che sono dell'umore giusto te la canto e tu ridi, continuando a guardarmi come se fossi la custode di tutti i segreti del mondo.
Poi però ti arrabbi e vuoi mangiare e così, ancora una volta, un pò furtivamente, eccoci di nuovo impegnate in questa antica danza , tu ed io, con te che ciucci e io che respiro il tuo profumo.
Pochi minuti dopo siamo alla coop e facciamo la spesa e come sempre ci carichiamo, perchè così va la vita e poi di corsa a casa che è già mezzogiorno.
A casa provo a mettere Bebè sul seggiolone, ma non vuole, sul tappeto, ma neanche...così taglio la cipolla e le zucchine ad intervalli regolari, intanto prendo e metto giù Bebè, che, è evidente, ha sonno, ma prima di farla dormire vorrei provare a darle un pò della sua minestra che è quasi pronta.
Bavaglino, cucchiaino, minestra della temperatura giusta, Bebè sempre più incazzata, riesco a farle mangiare circa un quarto di quello che c'è nel piatto, poi la cambio e l'attacco alla tetta.
Bebè dorme. Finisco di preparare il pranzo, stendo la lavatrice, metto a posto la spesa, arriva Boy
-mamma sono venuto da solo, Fede oggi non c'era-
-Bravo Boy, come è andata a scuola?
Siamo seduti a tavola e mangiamo Boy mi mostra le carte dei Pokemon che ha ricevuto in regalo dal padre di una sua compagnma di classe, appena tornato dal Giappone.
-Ti piaciono?-mi chiede
-Sono scritte in giapponese?-domando
Mi fissa come per capire se scherzo, poi mi comunica che devo guardare tutte le carte e decidere quale mi piace di più e quindi mettere le altre in ordine di apprezzamento e scusate ma devo proprio mettere e posto la cucina e Boy, caro, perchè non cominci a fare i compiti se poi devi andare a calcio?
-C'è Inglese, mamma, mi devi aiutare.
E così studio inglese, mentre metto a posto la cucina, poi studio arte, e storia, e faccio finta di capire come si fanno alcuni assurdi compiti di matematica, l'importante è saper fingere bene perchè Boy da solo se la cava alla grande..
Bebè è di nuovo sveglia, la prendo, ha fatto una cacca puzzolentissima, la lavo, già che ci sono le faccio un bagnetto, Boy accorre con la macchina fotografica
-le faccio il bagnetto tutti i giorni Boy-
-è così buffa in acqua.-
Di nuovo fuori. Io e bebè. Boy resta a casa una mezz'ora, poi va a calcio, tirandosi dietro la porta.
Davanti a scuola faccio un pò di pubbliche relazioni, accetto inviti a feste di compleanno, elargisco consigli sull'allattamento a richiesta, mostro interesse per le iniziative del comitato genitori...ecco GIRL!
Vigliaccamente mi nascondo dietro la mia adorata, trecciolutissima figlia.-
-mamma, ti abbiamo scritto un biglietto di ringraziamento
-a me?
-A te, alla mamma di Gaia e alla mamma di Caterina, per i pesci
-i pesci!
Ma è già troppo tardi, Girl è volata in piazzetta e gioca a ghiacciolo.
Altri dieci minuti di PR, poi
-Girl, dobbiamo andare a danza
Via.
Di nuovo in strada, questa volta in discesa, i vicoli, le viuzze, eccoci a scuola di danza.
Girl va a cambiarsi, Bebè rispondendo ad uno strano meccanismo interno che le permette di orientarsi meglio di un Boy Scout inizia ad urlare. Di solito quando arrivo qui le do la merenda.
Bebè ciuccia, Girl inizia la lezione.
Sospiri deliziati delle altre mamme presenti, anche se qualcuno comincia trovare un pò strano che ad otto mesi...
-davvero ciuccia ancora
-direi di si, se no che ci farebbe arpionata alla mia tetta?
Ancora fuori, approfitto per fare due passi con bebè e lanciare un occhiata al campo di calcio per vedere se Boy è arrivato. E' lì. Ok.
Torno indietro, recupero girl tutta contenta, prendo al volo un litro di latte che la mattina mi sono scordata.
Di nuovo su per le scale. Merda a Boy serviva la carta da lucido. Giù per le scale, in cartoleria. Poi tutti a casa. Ecco papà Calzelunghe, non ho idea di che giornata ha avuto, sì, beh! in effetti un idea ce l'avrei...se tornassi a lavorare anche io...
Invece per ora non torno, uso l'aspettativa e le ferie, e così mentre papà Calzelunghe si lava e si cambia e guarda le notizie e si delizia della presenza di Bebè e dei racconti pesceschi di Girl io preparo la cena, carico un'altra lavatrice, faccio fare il compito di inglese a girl, apro la porta a Boy, allatto ancora un pò bebè, aiuto Boy a prendersi la biancheria pulita, do a tutti da mangiare, riallatto Bebè, la cambio le metto il pigiama, l'allatto ancora un pò, si addormenta, la metto a letto, metto a letto i ragazzi, mi faccio raccontare la cosa più bella della giornata, do loro un bicchiere d'acqua, un bacio grande grande, spengo la luce, mi infilo a letto. Papà calzelunghe già dorme. Lui lavora. Io no, perciò accendo il computer...
Poi padre e figlio escono, e io mi dedico alle bambine di casa, così allatto bebè mentre girl si prepara, poi mi preparo anche io (circa cinque secondi a disposizione, mentre girl intrattiene la piccola urlatrice), quindi preparo Bebè, la metto nella fascia, pettino Girl
-oggi facciamo le treccine mammma?-
-abbiamo preso tutto, niente da firmare, niente da comprare, inglese è domani, giusto?-
Siamo per le scale, una mamma con neonato e una bambina con le trecce.
Dieci minuti di cammino a passo sostenuto, attraverso vicoli e stradine mattonate, che da brava ragazza di periferia mi sorprendo sempre ritrovandomi nel cuore di questa città appena sveglia.
Eccoci di fronte alla scuola, appena in tempo per l'appuntamento con Gaia e Caterina: missione pesci rossi compiuta.
Girl e le due amiche saltellano felici, in un sacchetto la vaschetta con i pesciolini rossi che hanno deciso di regalare alla classe.
Saluto Girl: un bacio grande, è bello vederti così felice bambina mia.
Qualche parola con qualche altra mamma ed eccomi sulla strada del ritorno. Bebè si addormenta nella fascia a pochi metri da casa. Una volta dentro provo a metterla nel lettino. Dorme. Faccio un caffè, comincio a rifare i letti.
Bebè si sveglia, ciuccia un pochino, si riaddormenta, riprovo a metterla giù, finisco di fare i letti, piego le cose mollate lì dai miei figli, metto un pò d'ordine, preparo una lavatrice, Bebè è sveglia.
Di nuovo fuori, il tempo è bello, la porto un pò al parco dell'Acquasola che ormai è tutto un cantiere perchè stanno costruendoci sotto un parcheggio, però è un posto che mi rilassa, con i suoi colori autunnali e il suo chioschetto.
Poi, se metto Bebè a sedere sul tartan dell'area giochi, lei si guarda intorno rapita, ed è così bello guardarsi intorno attraverso i suoi occhi che sono di un colore così diverso da quello di tutti gli altri miei figli.
Sono così felice che tu ci sia, piccolina, che me ne sto li imbambolata a guardarti e mi tornano in mente vecchie parole di una canzone di Susanne Vega che faceva:
We go to the playground in the winter time....
e visto che che sono dell'umore giusto te la canto e tu ridi, continuando a guardarmi come se fossi la custode di tutti i segreti del mondo.
Poi però ti arrabbi e vuoi mangiare e così, ancora una volta, un pò furtivamente, eccoci di nuovo impegnate in questa antica danza , tu ed io, con te che ciucci e io che respiro il tuo profumo.
Pochi minuti dopo siamo alla coop e facciamo la spesa e come sempre ci carichiamo, perchè così va la vita e poi di corsa a casa che è già mezzogiorno.
A casa provo a mettere Bebè sul seggiolone, ma non vuole, sul tappeto, ma neanche...così taglio la cipolla e le zucchine ad intervalli regolari, intanto prendo e metto giù Bebè, che, è evidente, ha sonno, ma prima di farla dormire vorrei provare a darle un pò della sua minestra che è quasi pronta.
Bavaglino, cucchiaino, minestra della temperatura giusta, Bebè sempre più incazzata, riesco a farle mangiare circa un quarto di quello che c'è nel piatto, poi la cambio e l'attacco alla tetta.
Bebè dorme. Finisco di preparare il pranzo, stendo la lavatrice, metto a posto la spesa, arriva Boy
-mamma sono venuto da solo, Fede oggi non c'era-
-Bravo Boy, come è andata a scuola?
Siamo seduti a tavola e mangiamo Boy mi mostra le carte dei Pokemon che ha ricevuto in regalo dal padre di una sua compagnma di classe, appena tornato dal Giappone.
-Ti piaciono?-mi chiede
-Sono scritte in giapponese?-domando
Mi fissa come per capire se scherzo, poi mi comunica che devo guardare tutte le carte e decidere quale mi piace di più e quindi mettere le altre in ordine di apprezzamento e scusate ma devo proprio mettere e posto la cucina e Boy, caro, perchè non cominci a fare i compiti se poi devi andare a calcio?
-C'è Inglese, mamma, mi devi aiutare.
E così studio inglese, mentre metto a posto la cucina, poi studio arte, e storia, e faccio finta di capire come si fanno alcuni assurdi compiti di matematica, l'importante è saper fingere bene perchè Boy da solo se la cava alla grande..
Bebè è di nuovo sveglia, la prendo, ha fatto una cacca puzzolentissima, la lavo, già che ci sono le faccio un bagnetto, Boy accorre con la macchina fotografica
-le faccio il bagnetto tutti i giorni Boy-
-è così buffa in acqua.-
Di nuovo fuori. Io e bebè. Boy resta a casa una mezz'ora, poi va a calcio, tirandosi dietro la porta.
Davanti a scuola faccio un pò di pubbliche relazioni, accetto inviti a feste di compleanno, elargisco consigli sull'allattamento a richiesta, mostro interesse per le iniziative del comitato genitori...ecco GIRL!
Vigliaccamente mi nascondo dietro la mia adorata, trecciolutissima figlia.-
-mamma, ti abbiamo scritto un biglietto di ringraziamento
-a me?
-A te, alla mamma di Gaia e alla mamma di Caterina, per i pesci
-i pesci!
Ma è già troppo tardi, Girl è volata in piazzetta e gioca a ghiacciolo.
Altri dieci minuti di PR, poi
-Girl, dobbiamo andare a danza
Via.
Di nuovo in strada, questa volta in discesa, i vicoli, le viuzze, eccoci a scuola di danza.
Girl va a cambiarsi, Bebè rispondendo ad uno strano meccanismo interno che le permette di orientarsi meglio di un Boy Scout inizia ad urlare. Di solito quando arrivo qui le do la merenda.
Bebè ciuccia, Girl inizia la lezione.
Sospiri deliziati delle altre mamme presenti, anche se qualcuno comincia trovare un pò strano che ad otto mesi...
-davvero ciuccia ancora
-direi di si, se no che ci farebbe arpionata alla mia tetta?
Ancora fuori, approfitto per fare due passi con bebè e lanciare un occhiata al campo di calcio per vedere se Boy è arrivato. E' lì. Ok.
Torno indietro, recupero girl tutta contenta, prendo al volo un litro di latte che la mattina mi sono scordata.
Di nuovo su per le scale. Merda a Boy serviva la carta da lucido. Giù per le scale, in cartoleria. Poi tutti a casa. Ecco papà Calzelunghe, non ho idea di che giornata ha avuto, sì, beh! in effetti un idea ce l'avrei...se tornassi a lavorare anche io...
Invece per ora non torno, uso l'aspettativa e le ferie, e così mentre papà Calzelunghe si lava e si cambia e guarda le notizie e si delizia della presenza di Bebè e dei racconti pesceschi di Girl io preparo la cena, carico un'altra lavatrice, faccio fare il compito di inglese a girl, apro la porta a Boy, allatto ancora un pò bebè, aiuto Boy a prendersi la biancheria pulita, do a tutti da mangiare, riallatto Bebè, la cambio le metto il pigiama, l'allatto ancora un pò, si addormenta, la metto a letto, metto a letto i ragazzi, mi faccio raccontare la cosa più bella della giornata, do loro un bicchiere d'acqua, un bacio grande grande, spengo la luce, mi infilo a letto. Papà calzelunghe già dorme. Lui lavora. Io no, perciò accendo il computer...
mercoledì 3 novembre 2010
da lolacorreancheinbici a oh mamma e cose da un altro mondo
Ve lo dico: mai mandato avanti una catena di Sant'Antonio in vita mia...nonostante minacciassero sfighe infinite, quelle che mi giungevano da bambina.
Però sta volta mi sa che lo faccio, la mando avanti...dopotutto si cambia, si cresce, si fanno esperienze nuove e poi c'è sempre una prima volta!
(e il copia e incolla aiuta...se si è pigri!)
1) Quando le maestre, le prof e i parenti domandavano "E tu, cosa vorresti fare da grande?" cosa rispondevate? Cosa avete sognato più e più volte di fare? Quanti mestieri? Quanti sogni?
Credo di aver dato risposte sempre molto fantasiose e poco attinenti con la realtà. Questo ai miei insegnanti non piaceva e spesso venivo rimproverata di stare poco con i piedi per terra. In generale sognavo la libertà, l'assenza di vincoli, una vita vagabonda....a volte la sogno ancora...
Da adulta ho scoperto che non è muovermi senza legami che mi rende libera, ma provare ad essere me stessa, tirarmi fuori dal marmo dandomi forma....o qualcosa del genere...
Quali erano i vostri cartoni animati preferiti da piccoli? Con quali giochi vi divertivate?
Mi piaceva giocare agli indiani. Con i miei cugini, nelle lunghe estati che trascorevamo insieme, creavamo interi mondi fatti di tribù, battaglie, scene a cavallo ma anche balli e cibi da preparare, un delirio collettivo, durato a lungo.
Quando non indianeggiavo mi piaceva giocare al gioco dell'elastico (qualcuno se lo ricorda?), a campana e con le bambole.
Alla tv guardavo un pò di tutto...amavo in particolare le avventure di capitan Harlock, per la malinconia struggente e strisciante che percepivo e che mi rapiva e mi rapisce ancora quando vi incappo.
3)Indicate il vostro compleanno più bello e perchè.
I miei compleanni non mi piaciono. Da quando sono diventata mamma mi piace vedere i miei figli contenti di festeggiarmi. Mi rallegro per procura, tutto qui.
4) Quali sono le cose che volevate fare e non avete ancora fatto?
Ci sono un mucchio di cose che avrei voluto fare e non ho (ancora?)fatto. Forse alcune prima o poi le farò, altre probabilmente le farà qualcun altro. Mi piace pensare che progetti e sogni sboccino avunque e di continuo, perciò non rimpiango troppo quelli vecchi....
5) Ai tempi quale fu la vostra prima passione sportiva e non?
Ho nuotato, nuotato e nuotato. Come molte bambine della mia generazione sognavo un tutù bianco con cui danzare, e intanto nuotavo con il mio costume olimpionico, blu scuro con le bande azzurre.
6) La cosa più bella chiesta da piccini a Babbo Natale.
Temo di non averci mai creduto. Ma ero una bambina generosa e probabilmente avrei chiesto qualcosa di universale, tipo sfamare tutti i bambini del mondo...
7) Il vostro primo idolo musicale.
Robert Smith, dei Cure, una vera malattia...ma anche Morrissey degli Smiths e, tra le ragazze, Siouxsie And The Banshees.
Mi sa che è tutto...la mia prima catena...non si finisce mai di imparare.....
Grazie Adriana/Lola il testimone a oh mamma e cose da un altro mondo
Però sta volta mi sa che lo faccio, la mando avanti...dopotutto si cambia, si cresce, si fanno esperienze nuove e poi c'è sempre una prima volta!
(e il copia e incolla aiuta...se si è pigri!)
1) Quando le maestre, le prof e i parenti domandavano "E tu, cosa vorresti fare da grande?" cosa rispondevate? Cosa avete sognato più e più volte di fare? Quanti mestieri? Quanti sogni?
Credo di aver dato risposte sempre molto fantasiose e poco attinenti con la realtà. Questo ai miei insegnanti non piaceva e spesso venivo rimproverata di stare poco con i piedi per terra. In generale sognavo la libertà, l'assenza di vincoli, una vita vagabonda....a volte la sogno ancora...
Da adulta ho scoperto che non è muovermi senza legami che mi rende libera, ma provare ad essere me stessa, tirarmi fuori dal marmo dandomi forma....o qualcosa del genere...
Quali erano i vostri cartoni animati preferiti da piccoli? Con quali giochi vi divertivate?
Mi piaceva giocare agli indiani. Con i miei cugini, nelle lunghe estati che trascorevamo insieme, creavamo interi mondi fatti di tribù, battaglie, scene a cavallo ma anche balli e cibi da preparare, un delirio collettivo, durato a lungo.
Quando non indianeggiavo mi piaceva giocare al gioco dell'elastico (qualcuno se lo ricorda?), a campana e con le bambole.
Alla tv guardavo un pò di tutto...amavo in particolare le avventure di capitan Harlock, per la malinconia struggente e strisciante che percepivo e che mi rapiva e mi rapisce ancora quando vi incappo.
3)Indicate il vostro compleanno più bello e perchè.
I miei compleanni non mi piaciono. Da quando sono diventata mamma mi piace vedere i miei figli contenti di festeggiarmi. Mi rallegro per procura, tutto qui.
4) Quali sono le cose che volevate fare e non avete ancora fatto?
Ci sono un mucchio di cose che avrei voluto fare e non ho (ancora?)fatto. Forse alcune prima o poi le farò, altre probabilmente le farà qualcun altro. Mi piace pensare che progetti e sogni sboccino avunque e di continuo, perciò non rimpiango troppo quelli vecchi....
5) Ai tempi quale fu la vostra prima passione sportiva e non?
Ho nuotato, nuotato e nuotato. Come molte bambine della mia generazione sognavo un tutù bianco con cui danzare, e intanto nuotavo con il mio costume olimpionico, blu scuro con le bande azzurre.
6) La cosa più bella chiesta da piccini a Babbo Natale.
Temo di non averci mai creduto. Ma ero una bambina generosa e probabilmente avrei chiesto qualcosa di universale, tipo sfamare tutti i bambini del mondo...
7) Il vostro primo idolo musicale.
Robert Smith, dei Cure, una vera malattia...ma anche Morrissey degli Smiths e, tra le ragazze, Siouxsie And The Banshees.
Mi sa che è tutto...la mia prima catena...non si finisce mai di imparare.....
Grazie Adriana/Lola il testimone a oh mamma e cose da un altro mondo
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mercoledì 27 ottobre 2010
Tender Boy
Se mi limitassi a guardarti mentre giochi al pallone non lo immaginerei...preciso e scattante come una molla, generoso nel passare la palla, sempre pronto a schermirti in una risata che ti accende la faccia... eppure sei un tipo molto più complicato di così, ragazzo.
Grandi occhi neri che si schiudono su profondità improvvise, un'ingenuità disarmante che a volte galleggia e fa sorridere tutti, te compreso. Un sottile senso dell'umorismo che chissà dove lo sei andato a pescare, una determinazione cocciuta, carica di passione, che fa a pugni con la leggerezza con cui a volte decidi di andare oltre...
Mi sorprendi.
L'altra volta per esempio, in macchina, di ritorno dalla campagna, mi dici:
-Ora che è nata Bebè, mamma, avrai sempre dei bambini...
Ti guardo con una strana faccia, come sempre interrogandomi sul perchè i tuoi pensieri più profondi abbiano sempre una forma tanto sbilenca.
Tu allora mi spieghi
-voglio dire, adesso io ho dieci anni, Girl otto e Bebè pochi mesi.
Quando io e Girl ne avremo più o meno una ventina Bebè ne avrà dieci, e sarà ancora una bambina e quando lei crescerà e ne avrà, che ne so, venti io e Girl magari avremo dei figli e tu sarai nonna....
Continuo a guardarti con una strana faccia, e questa volta non per una questione di forma....
Allora tu concludi
-per il fatto che tu dici sempre che cresciamo così in fretta....
A quel punto, è chiaro, mi è venuto un da piangere, però ho tenuto duro e tirando su con il naso ti ho sorriso, ho detto qualcosa sul fatto che sei un proprio un bel tipo, Boy, e ti ho arruffato i capelli..
Tu ti sei schernito ma non hai smesso di guardarmi e così anche io sono diventata seria e te l'ho detto.
Perchè è vero boy, stai crescendo in un attimo, e a me che sono tua madre, è chiaro, fa un pò paura.
Ma crescere è un'avventura bellissima, ragazzo, e tu hai l'aria di avere tutte le risorse per riuscire a farlo sul serio.
Sapersi sintonizzare sui sentimenti degli altri è una gran cosa, coltivala, come un terzo occhio. Ma non lasciare che questa vista in più ti sia d'ostacolo.
Perciò fa un bel respiro e buttati. Sai bene che in qualsiasi momento hai le spalle coperte e un approdo sicuro.
Non preoccuparti per me, io me la cavo.
Grandi occhi neri che si schiudono su profondità improvvise, un'ingenuità disarmante che a volte galleggia e fa sorridere tutti, te compreso. Un sottile senso dell'umorismo che chissà dove lo sei andato a pescare, una determinazione cocciuta, carica di passione, che fa a pugni con la leggerezza con cui a volte decidi di andare oltre...
Mi sorprendi.
L'altra volta per esempio, in macchina, di ritorno dalla campagna, mi dici:
-Ora che è nata Bebè, mamma, avrai sempre dei bambini...
Ti guardo con una strana faccia, come sempre interrogandomi sul perchè i tuoi pensieri più profondi abbiano sempre una forma tanto sbilenca.
Tu allora mi spieghi
-voglio dire, adesso io ho dieci anni, Girl otto e Bebè pochi mesi.
Quando io e Girl ne avremo più o meno una ventina Bebè ne avrà dieci, e sarà ancora una bambina e quando lei crescerà e ne avrà, che ne so, venti io e Girl magari avremo dei figli e tu sarai nonna....
Continuo a guardarti con una strana faccia, e questa volta non per una questione di forma....
Allora tu concludi
-per il fatto che tu dici sempre che cresciamo così in fretta....
A quel punto, è chiaro, mi è venuto un da piangere, però ho tenuto duro e tirando su con il naso ti ho sorriso, ho detto qualcosa sul fatto che sei un proprio un bel tipo, Boy, e ti ho arruffato i capelli..
Tu ti sei schernito ma non hai smesso di guardarmi e così anche io sono diventata seria e te l'ho detto.
Perchè è vero boy, stai crescendo in un attimo, e a me che sono tua madre, è chiaro, fa un pò paura.
Ma crescere è un'avventura bellissima, ragazzo, e tu hai l'aria di avere tutte le risorse per riuscire a farlo sul serio.
Sapersi sintonizzare sui sentimenti degli altri è una gran cosa, coltivala, come un terzo occhio. Ma non lasciare che questa vista in più ti sia d'ostacolo.
Perciò fa un bel respiro e buttati. Sai bene che in qualsiasi momento hai le spalle coperte e un approdo sicuro.
Non preoccuparti per me, io me la cavo.
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lunedì 25 ottobre 2010
Beck!
Niente paura, non mi riferisco ai pidocchi, quelli sono stati debellati facendo ricorso a quintalate di self control e secchiate di pazienza....
Il titolo del post si riferisce a me. Tanto per cambiare!
I'm beck.
Sono stati giorni un pò strani: il ritorno a scuola di Girl e i suoi mille impegni sociali, la nuova avventura scolastica di Boy e i suoi nuovi avventurosi orari, Bebè che comincia a gattonare, papà Calzelunghe che per la prima volta nella sua vita mi sembra un pò in crisi con il suo lavoro e forse con la vita in generale (il che un pò mi spezza il cuore)...
Io resto sullo sfondo, e forse questo è il ruolo che mi si addice in questo momento, volente o nolente.
Cerco di non perdere d'occhio nessuno, prendo appunti mentali, porgo metaforici fazzolettini...forse, a tratti, do segni di stanchezza, ma in generale tengo duro.
Ho molto pensato a questo blog, era come avere una parte di me segreta e accessibile allo stesso tempo....mi sono interrogata sul senso, sul mio bisogno di comunicare, a chi? e perchè?
Mi sono accorta che il blog mi prendeva tempo ed energie e mi sono chiesta se fosse giusto indirizzarle là.
Per un pò sono rimasta in stand by, mi sembrava giusto così.
Oggi sono tornata....e mi sembra già di essermi data una risposta.
So, welcome beck Calzelunghemom!
Il titolo del post si riferisce a me. Tanto per cambiare!
I'm beck.
Sono stati giorni un pò strani: il ritorno a scuola di Girl e i suoi mille impegni sociali, la nuova avventura scolastica di Boy e i suoi nuovi avventurosi orari, Bebè che comincia a gattonare, papà Calzelunghe che per la prima volta nella sua vita mi sembra un pò in crisi con il suo lavoro e forse con la vita in generale (il che un pò mi spezza il cuore)...
Io resto sullo sfondo, e forse questo è il ruolo che mi si addice in questo momento, volente o nolente.
Cerco di non perdere d'occhio nessuno, prendo appunti mentali, porgo metaforici fazzolettini...forse, a tratti, do segni di stanchezza, ma in generale tengo duro.
Ho molto pensato a questo blog, era come avere una parte di me segreta e accessibile allo stesso tempo....mi sono interrogata sul senso, sul mio bisogno di comunicare, a chi? e perchè?
Mi sono accorta che il blog mi prendeva tempo ed energie e mi sono chiesta se fosse giusto indirizzarle là.
Per un pò sono rimasta in stand by, mi sembrava giusto così.
Oggi sono tornata....e mi sembra già di essermi data una risposta.
So, welcome beck Calzelunghemom!
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lunedì 27 settembre 2010
che ti salta in testa? ovvero "mamma mi sono beccata i pidocchi"
Chi ha figli li conosce.
Calzelunghemom di figli ne ha tre e perciò li conosce benissimo.
Sono loro, i fetentissimi pidocchi, tormento di tutte le famiglie alle prese con la scuola.
In realtà Bebè è troppo piccola (almeno spero...), quanto a Boy, per sua fortuna, di solito non li prende.
In compenso c'è Girl.
I Calzelunghe erano passati illesi attraverso gli anni di asilo di Boy: mai beccato un pidocchio su quella testolina bruna.
Poi all'asilo era arrivata Girl, e sorpresa! Parassiti a gogo.
La prima volta Calzelunghemom era rimasta di stucco, aveva attraversato tutte le fasi collegate al trauma (dalla negazione alla presa di coscienza), per armarsi poi di prodotto disinfestante e buona volontà, iniziando la sua personale battaglia contro l'indesiderato ospite che, nel frattempo, si era messo comodo e aveva iniziato ad invitare gli amici.
Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti e Calzelunghemom ha imparato a tenere d'occhio il nemico ed intervenire alle prime avvisaglie, impedendogli di mettere su casa.
Mattina di Sabato 25, ora di colazione.
Seduta a tavola Girl ha l'aria piuttosto provata: la scuola è riniziata da una settimana, e così anche la danza e tutto il resto...
Fine delle lunghe corse in bici insieme a Boy, fine delle mattinate pigre trascorse a leggere e disegnare, basta cazzeggi con le amiche ai giardini: da ora lavoro, lavoro, durissimo lavoro.
Mentre i sottotitoli corrono lungo la sua fronte crucciata, parte lo sbadiglio eloquente ma la mano,ahimè!, invece di andare a coprire la bocca spalancata vira, sorprendenemente, sulla testa dove si esibisce in un'energica grattata.
-ahhh!-Esclama Calzelelunghemom
-Che c'è?
- ti sei grattata...
-????-
-Vai a scuola da cinque giorni e già ti gratti, finisci la colazione che ti guardo...
Guardare, in gergo calzelunghese, significa armarsi di pettinino fine e passarlo ripetutamente attraverso i capelli di Girl, che sono lunghi e biondi, giusto per rendere il tutto un pò più emozionante.
Girl, va detto, è una ragazzina in gamba, molto in gamba, ma, credetemi, anche una ragazzina molto in gamba comincia a gridare come un'aquila dopo un miunuto e mezzo di pettinino fine.
Calzelunghemom cerca di stare attenta e non farle male, ma è praticamente impossibile perchè il concetto è che, per funzionare, il pettinino deve tirare.
E a forza di tirare, se c'è (e, ahimé!c'era...) il parassita viene a galla .
Calzelunghemom sa che, una volta accertata l'origine del prurito, ciò che bisogna fare è contare fino a dieci e non incazzarsi, non imprecare, non cominciare a dire parolacce: i pidocchi godono da matti nel farci andare in bestia, mentre i nostri figli preferirebbero continuare a credere che siamo in grado di affrontare catastrofi del genere in estrema scioltezza.
In generale sarebbe una buona idea tenere a casa una confezione di un qualche prodotto antiparassitario, in commercio ce ne sono un sacco e costano tutti un mucchio di soldi.
Calzelunghemom però è un tipo scaramantico e non ha a casa nessun prodotto di scorta.
Perciò inizia la menata per trovare una farmacia aperta di Sabato e per convincere Papà Calzelunghe ad andarci, pena la casa invasa da orribili mostri succhiasangue.
Una volta riuscita in questa impresa è fatta e Calzelunghemom non deve far altro che seguire le istruzioni riportate sul prodotto.
Dopodiché bisogna ricordarsi di controllare anche tutti gli altri familiar e i parenti più prossimi magari anche quelli più lontani: il nemico è subdolo e può nascondersi sulla testa di chiunque....
Niente come i pidocchi scatena, in Calzelunghemom, crisi di autentica paranoia.....
Calzelunghemom di figli ne ha tre e perciò li conosce benissimo.
Sono loro, i fetentissimi pidocchi, tormento di tutte le famiglie alle prese con la scuola.
In realtà Bebè è troppo piccola (almeno spero...), quanto a Boy, per sua fortuna, di solito non li prende.
In compenso c'è Girl.
I Calzelunghe erano passati illesi attraverso gli anni di asilo di Boy: mai beccato un pidocchio su quella testolina bruna.
Poi all'asilo era arrivata Girl, e sorpresa! Parassiti a gogo.
La prima volta Calzelunghemom era rimasta di stucco, aveva attraversato tutte le fasi collegate al trauma (dalla negazione alla presa di coscienza), per armarsi poi di prodotto disinfestante e buona volontà, iniziando la sua personale battaglia contro l'indesiderato ospite che, nel frattempo, si era messo comodo e aveva iniziato ad invitare gli amici.
Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti e Calzelunghemom ha imparato a tenere d'occhio il nemico ed intervenire alle prime avvisaglie, impedendogli di mettere su casa.
Mattina di Sabato 25, ora di colazione.
Seduta a tavola Girl ha l'aria piuttosto provata: la scuola è riniziata da una settimana, e così anche la danza e tutto il resto...
Fine delle lunghe corse in bici insieme a Boy, fine delle mattinate pigre trascorse a leggere e disegnare, basta cazzeggi con le amiche ai giardini: da ora lavoro, lavoro, durissimo lavoro.
Mentre i sottotitoli corrono lungo la sua fronte crucciata, parte lo sbadiglio eloquente ma la mano,ahimè!, invece di andare a coprire la bocca spalancata vira, sorprendenemente, sulla testa dove si esibisce in un'energica grattata.
-ahhh!-Esclama Calzelelunghemom
-Che c'è?
- ti sei grattata...
-????-
-Vai a scuola da cinque giorni e già ti gratti, finisci la colazione che ti guardo...
Guardare, in gergo calzelunghese, significa armarsi di pettinino fine e passarlo ripetutamente attraverso i capelli di Girl, che sono lunghi e biondi, giusto per rendere il tutto un pò più emozionante.
Girl, va detto, è una ragazzina in gamba, molto in gamba, ma, credetemi, anche una ragazzina molto in gamba comincia a gridare come un'aquila dopo un miunuto e mezzo di pettinino fine.
Calzelunghemom cerca di stare attenta e non farle male, ma è praticamente impossibile perchè il concetto è che, per funzionare, il pettinino deve tirare.
E a forza di tirare, se c'è (e, ahimé!c'era...) il parassita viene a galla .
Calzelunghemom sa che, una volta accertata l'origine del prurito, ciò che bisogna fare è contare fino a dieci e non incazzarsi, non imprecare, non cominciare a dire parolacce: i pidocchi godono da matti nel farci andare in bestia, mentre i nostri figli preferirebbero continuare a credere che siamo in grado di affrontare catastrofi del genere in estrema scioltezza.
In generale sarebbe una buona idea tenere a casa una confezione di un qualche prodotto antiparassitario, in commercio ce ne sono un sacco e costano tutti un mucchio di soldi.
Calzelunghemom però è un tipo scaramantico e non ha a casa nessun prodotto di scorta.
Perciò inizia la menata per trovare una farmacia aperta di Sabato e per convincere Papà Calzelunghe ad andarci, pena la casa invasa da orribili mostri succhiasangue.
Una volta riuscita in questa impresa è fatta e Calzelunghemom non deve far altro che seguire le istruzioni riportate sul prodotto.
Dopodiché bisogna ricordarsi di controllare anche tutti gli altri familiar e i parenti più prossimi magari anche quelli più lontani: il nemico è subdolo e può nascondersi sulla testa di chiunque....
Niente come i pidocchi scatena, in Calzelunghemom, crisi di autentica paranoia.....
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martedì 21 settembre 2010
super post allattamento episodio 4: co' u latti della mamma
cugina Maria al telefono -...e sai mamma c'era anche Calzelunghemom con Bebè, dovevi vederla
Zia A - quantu 'ndavi ora?
C. M. -sei mesi, mamma, è una meraviglia
Z. A. -l'allatta sempri?
C. M. -sempre, e devi vedere come cresce, ha certe guanciotte...e le gambotte, credimi, è uno spettacolo..
Z. A. -è bella comu l'altri dui?
C. M. -bellissima,mamma, veramente...
Z. A - e per forza, Maria, co 'u latti della mamma....
I bambini allatati al seno sono tutti belli. Davvero! Provare per credere...
Zia A - quantu 'ndavi ora?
C. M. -sei mesi, mamma, è una meraviglia
Z. A. -l'allatta sempri?
C. M. -sempre, e devi vedere come cresce, ha certe guanciotte...e le gambotte, credimi, è uno spettacolo..
Z. A. -è bella comu l'altri dui?
C. M. -bellissima,mamma, veramente...
Z. A - e per forza, Maria, co 'u latti della mamma....
I bambini allatati al seno sono tutti belli. Davvero! Provare per credere...
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venerdì 17 settembre 2010
Finchè morte non ci separi Ovvero/Versus L'inalienabile diritto alla felicità.
Premesso che Calzelunghemom non ama le contrapposizioni, preferendo quelle visioni del mondo che presuppongono una dialettica, quanto segue è il racconto fedele di ciò che è realmente accaduto e che pochissimo spazio ha lasciato per elaborazioni più articolate di ciò che potete leggere in fondo, nell'etichetta.
Accade infatti che sia un pomeriggio di fine estate, declinante verso la sera, l'aria è calda ed umida, le gambe sono pesanti e stanche, Bebè dentro la fascia sgambetta irritata.
Calzelunghemom cammina per le vie del centro storico, in testa pensieri prosaici tipo che cosa preparo per cena.
Non si può dire che si stia guardando intorno ma neanche è sprofondata dentro sè stessa.
Con una mano accarezza Bebè, con l'altra controlla l'orario, alle sette amica Esse le riconsegnerà Boy e Girl, quando.....
C'è una coppia che viaggia verso di lei a velocità supersonica, una coppia felice e carica di entusiasmo, come capita di vederne a volte.
Lei è giovane e carina, nel modo in cui sono giovani e carine tutte le ragazze che, con meno di trent'anni, portano pantaloni a vitabassa e canottierine incollate al corpo, lui è magro e piccolo di statura, tutto fuorchè bello; Calzelunghemom non saprebbe dire quanti anni ha, se non sapesse con sicurezza che ne ha quarantuno. Da dieci anni, infatti, il bellimbusto è sposato con una sua vecchia compagna di studi, una collega piratessa per l'appunto, con cui ha fatto due figli che hanno nove e quattro anni: tutta gente che, evidentemente, dista anni luce dai di lui pensieri.
I due sorridono felici, lo sguardo puntato altrove, i capelli sciolti sulle spalle svolazzano loro intorno (anche quelli di lui nonostante l'innegabile principio di calvizie).
Come se non bastasse, come se tutta la piazzetta già non li guardasse sollevando il dito indice nella loro direzione urlando sdegnosamente: tradiore traditore(mi si perdoni il miraggio, frutto di una personale proiezione), non paghi dell'agitazione che hanno causato in una povera mamma e nella sua piccina i due interrompono la loro folle corsa, si fermano e si baciano, davvero! sulla bocca.
E' un attimo e Calzelunghemom si fionda dentro il primo portone aperto.
Sono due attimi e Calzelunghemom sa per certo che, da qualche parte, fra la gente della sua tribù allargata, c'è un tipee triste dove una mamma e due bambini stanno ululando alla luna.
Sono tre attimi e Calzelunghemom pensa che, a sconvogerla tanto, non è solo il pensiero del dolore che tutto ciò comporta, ha comportato o comporterà, ma anche la felicità che ha letto sul volto del traditore.
E' dunque questo che succede ad un uomo quando tradisce, è quella la sua faccia, una faccia felice che quasi non ricordavamo, una faccia improvvisamente giovane, spavalda, dove persino il capello si allunga?
Brividi a secchiate.
Accade infatti che sia un pomeriggio di fine estate, declinante verso la sera, l'aria è calda ed umida, le gambe sono pesanti e stanche, Bebè dentro la fascia sgambetta irritata.
Calzelunghemom cammina per le vie del centro storico, in testa pensieri prosaici tipo che cosa preparo per cena.
Non si può dire che si stia guardando intorno ma neanche è sprofondata dentro sè stessa.
Con una mano accarezza Bebè, con l'altra controlla l'orario, alle sette amica Esse le riconsegnerà Boy e Girl, quando.....
C'è una coppia che viaggia verso di lei a velocità supersonica, una coppia felice e carica di entusiasmo, come capita di vederne a volte.
Lei è giovane e carina, nel modo in cui sono giovani e carine tutte le ragazze che, con meno di trent'anni, portano pantaloni a vitabassa e canottierine incollate al corpo, lui è magro e piccolo di statura, tutto fuorchè bello; Calzelunghemom non saprebbe dire quanti anni ha, se non sapesse con sicurezza che ne ha quarantuno. Da dieci anni, infatti, il bellimbusto è sposato con una sua vecchia compagna di studi, una collega piratessa per l'appunto, con cui ha fatto due figli che hanno nove e quattro anni: tutta gente che, evidentemente, dista anni luce dai di lui pensieri.
I due sorridono felici, lo sguardo puntato altrove, i capelli sciolti sulle spalle svolazzano loro intorno (anche quelli di lui nonostante l'innegabile principio di calvizie).
Come se non bastasse, come se tutta la piazzetta già non li guardasse sollevando il dito indice nella loro direzione urlando sdegnosamente: tradiore traditore(mi si perdoni il miraggio, frutto di una personale proiezione), non paghi dell'agitazione che hanno causato in una povera mamma e nella sua piccina i due interrompono la loro folle corsa, si fermano e si baciano, davvero! sulla bocca.
E' un attimo e Calzelunghemom si fionda dentro il primo portone aperto.
Sono due attimi e Calzelunghemom sa per certo che, da qualche parte, fra la gente della sua tribù allargata, c'è un tipee triste dove una mamma e due bambini stanno ululando alla luna.
Sono tre attimi e Calzelunghemom pensa che, a sconvogerla tanto, non è solo il pensiero del dolore che tutto ciò comporta, ha comportato o comporterà, ma anche la felicità che ha letto sul volto del traditore.
E' dunque questo che succede ad un uomo quando tradisce, è quella la sua faccia, una faccia felice che quasi non ricordavamo, una faccia improvvisamente giovane, spavalda, dove persino il capello si allunga?
Brividi a secchiate.
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mercoledì 15 settembre 2010
buona fortuna, ragazzo
Un bambino di dieci anni, domani, varcherà per la prima volta il cancello della prima media.
Inizierà per lui una nuova avventura al termine della quale non sarà più un bambino ma un giovane uomo.
La sua mamma lo sa e ha voglia di piangere. E' segretamente convinta che anche lui lo sappia e che sia per questo che, stasera, non riusciva a dormire...ma forse si sbaglia.
Nei giorni scorsi madre e figlio hanno passato un sacco di tempo a scherzare sulle scuole medie, la madre ha raccontato inverosimili episodi romanzati tratti dalla sua esperienza personale lasciando il figlio incredulo ma convinto che potrà solo andargli meglio.
Insieme hanno scelto lo zaino che lo accompagnerà in questa nuova avventura, poi lo hanno riempito con astuccio, diario e una merenda speciale.
Il bambino, fingendo noncuranza, ha chiesto informazioni su una certa maglietta in particolare, la madre con un pò di commozione l'ha lavata, stirata e adagiata accanto allo zaino.
Poi è iniziata la cerimonia dell'andare a dormire presto per potersi svegliare in tempo e numerosi bicchieri di acqua sono stati portati, alcune spedizioni in bagno sono state effettuate, si sono provate varie tecniche di rilassamento corporeo, sono state fatte generiche domande su svariati argomenti di cultura generale, un bicchiere di latte è stato scaldato e dolcificato con il miele, un abbraccio grande è stato dato al papà..
La mamma ha trascorso un pò di tempo a spasso fra i blog e finalmente in camera del bambino è sceso il silenzio.
Chissà come ti senti Boy da solo nel tuo lettino, con questo infinito oceano di possibilità che ti si schiude intorno: crescere, diventare grande, badare a te stesso...sono vertigini o è batticuore?
Io, per quanto mi riguarda, tremo ma resto sulla soglia e ti guardo andare incontro al mondo.
Era più facile, sai, quando eri piccino, facevi due passi avanti con le tue gambette traballanti e poi ti voltavi a guardare dov'ero, incontravi il mio sguardo e sorridevi un sorriso che ti riempiva tutto il viso.
Ora, lo so, ti volterai sempre meno.
E un pò già mi manchi.
Buon primo giorno di scuola media, tesoro.
Inizierà per lui una nuova avventura al termine della quale non sarà più un bambino ma un giovane uomo.
La sua mamma lo sa e ha voglia di piangere. E' segretamente convinta che anche lui lo sappia e che sia per questo che, stasera, non riusciva a dormire...ma forse si sbaglia.
Nei giorni scorsi madre e figlio hanno passato un sacco di tempo a scherzare sulle scuole medie, la madre ha raccontato inverosimili episodi romanzati tratti dalla sua esperienza personale lasciando il figlio incredulo ma convinto che potrà solo andargli meglio.
Insieme hanno scelto lo zaino che lo accompagnerà in questa nuova avventura, poi lo hanno riempito con astuccio, diario e una merenda speciale.
Il bambino, fingendo noncuranza, ha chiesto informazioni su una certa maglietta in particolare, la madre con un pò di commozione l'ha lavata, stirata e adagiata accanto allo zaino.
Poi è iniziata la cerimonia dell'andare a dormire presto per potersi svegliare in tempo e numerosi bicchieri di acqua sono stati portati, alcune spedizioni in bagno sono state effettuate, si sono provate varie tecniche di rilassamento corporeo, sono state fatte generiche domande su svariati argomenti di cultura generale, un bicchiere di latte è stato scaldato e dolcificato con il miele, un abbraccio grande è stato dato al papà..
La mamma ha trascorso un pò di tempo a spasso fra i blog e finalmente in camera del bambino è sceso il silenzio.
Chissà come ti senti Boy da solo nel tuo lettino, con questo infinito oceano di possibilità che ti si schiude intorno: crescere, diventare grande, badare a te stesso...sono vertigini o è batticuore?
Io, per quanto mi riguarda, tremo ma resto sulla soglia e ti guardo andare incontro al mondo.
Era più facile, sai, quando eri piccino, facevi due passi avanti con le tue gambette traballanti e poi ti voltavi a guardare dov'ero, incontravi il mio sguardo e sorridevi un sorriso che ti riempiva tutto il viso.
Ora, lo so, ti volterai sempre meno.
E un pò già mi manchi.
Buon primo giorno di scuola media, tesoro.
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domenica 12 settembre 2010
Cronache Marziane
Delle quattro donne meno una che, nei giorni scorsi, hanno imperversato sul lungomare di una piccola località turistica della riviera ligure ponentina, trascinandosi dietro, davanti, talvolta a destra, più spesso addosso, una scalmanata compagnia di babanetti composta da sette bambini di età compresa tra i sette e gli undici anni più un'adorabile Bebè di sei mesi, si può dire senza sforzo che arrivano ognuna da un pianeta diverso.
Se non fosse stato per i figli maggiori che frequentavano la stessa classe alle elementari, probabilmente, non si sarebbero mai incontrate.
Calzelunghemom, si sà, arriva da Marte e nella ridente cittadina rivierasca si aggira con i pensiri dell'aliena...
-wow! quindi si molla tutto in cabina e arrivederci al secchio....è che sai noi...la spiaggia libera.., insomma il mare è di tutti, come il cielo, le stelle, l'acqua...questa cosa dei bagni mi fa davvero incazzare ok il lettino è comodo e anche la sabbia è pulita e rastrellata...però continuo a non essere d'accordo e ci vengo solo per non fare la strana e non rovinarvi la festa che se no, io, la mia tribù ohps, la mia astronave, me la trascineri alcuni metri più in la in quel misero quadrato di spiaggia pubblica e libera, (sì, libera, ditelo che vi fa paura questa parola, libera!) che la vostra ingordigia ci ha concesso...ehi! quelle sono le mie patatine preferite...
Amica L, è chiaro, arriva da Saturno e nella ridente cittadina rivierasca ci sta come un topo nel formaggio, con una miriade di satelliti che girano vorticosamente
-wow!come si chiama il bagnino? Non ci crederete mai, ma mentre voi sfamavate la truppa e controllavate che nessuno annegasse mi sono fermata in un delizioso posticino dove fanno un fantastico mojito....che ne dite potrebbero servirmi altri due paia di pantaloni capri? Diavolo, devo essermi addormentata sul lettino! Ci facciamo un aperitivo? Come avete detto che si chiama il bagnino?
Amica D è una terrestre, niente da dire! E'la padrona di casa e di gran lungo la più in bolla del gruppo. Sempre stata così, nessuna sbavatura: Calzelunghemom ci ha provato e riprovato convinta che ognuno di noi ha qualcosa, una stranezza, un punto debole, un inconfessabile porzione della vita in cui è stato qualcos'altro.... Ma amica D non ce l'ha! Ed è anche simpatica, molto simpatica...il che la rende terribilmente sospetta....
Quanto ad amica A, va detto che viene da un pianeta molto Speciale e nella ridente cittadina rivierasca ci è andata solo con il pensiero. Infatti, la Specialista, dopo aver fatto credere che avrebbe fatto parte dell'allegra brigata ha cambiato idea, ha arrembato i due, bravissimi, figlioletti alle altre tre mamme ed è rimasta a casa adducendo complicatissime giustificazioni a sfondo lavoratesco...
Visti i presupposti e le provenienze così diverse, tutti i bambini e le personali intemperanze, il neonato e la quantità di bocche da sfamare chi avrebbe scommesso due soldi sulla riuscita della vacanza?
E invece, magia, si sono diverite! Proprio così, se la sono spassata! Scoprendo un' infinità di punti caldi in cui le traiettorie di pianeti diversi si incontrano.....
Amica A ci sei mancata!
Se non fosse stato per i figli maggiori che frequentavano la stessa classe alle elementari, probabilmente, non si sarebbero mai incontrate.
Calzelunghemom, si sà, arriva da Marte e nella ridente cittadina rivierasca si aggira con i pensiri dell'aliena...
-wow! quindi si molla tutto in cabina e arrivederci al secchio....è che sai noi...la spiaggia libera.., insomma il mare è di tutti, come il cielo, le stelle, l'acqua...questa cosa dei bagni mi fa davvero incazzare ok il lettino è comodo e anche la sabbia è pulita e rastrellata...però continuo a non essere d'accordo e ci vengo solo per non fare la strana e non rovinarvi la festa che se no, io, la mia tribù ohps, la mia astronave, me la trascineri alcuni metri più in la in quel misero quadrato di spiaggia pubblica e libera, (sì, libera, ditelo che vi fa paura questa parola, libera!) che la vostra ingordigia ci ha concesso...ehi! quelle sono le mie patatine preferite...
Amica L, è chiaro, arriva da Saturno e nella ridente cittadina rivierasca ci sta come un topo nel formaggio, con una miriade di satelliti che girano vorticosamente
-wow!come si chiama il bagnino? Non ci crederete mai, ma mentre voi sfamavate la truppa e controllavate che nessuno annegasse mi sono fermata in un delizioso posticino dove fanno un fantastico mojito....che ne dite potrebbero servirmi altri due paia di pantaloni capri? Diavolo, devo essermi addormentata sul lettino! Ci facciamo un aperitivo? Come avete detto che si chiama il bagnino?
Amica D è una terrestre, niente da dire! E'la padrona di casa e di gran lungo la più in bolla del gruppo. Sempre stata così, nessuna sbavatura: Calzelunghemom ci ha provato e riprovato convinta che ognuno di noi ha qualcosa, una stranezza, un punto debole, un inconfessabile porzione della vita in cui è stato qualcos'altro.... Ma amica D non ce l'ha! Ed è anche simpatica, molto simpatica...il che la rende terribilmente sospetta....
Quanto ad amica A, va detto che viene da un pianeta molto Speciale e nella ridente cittadina rivierasca ci è andata solo con il pensiero. Infatti, la Specialista, dopo aver fatto credere che avrebbe fatto parte dell'allegra brigata ha cambiato idea, ha arrembato i due, bravissimi, figlioletti alle altre tre mamme ed è rimasta a casa adducendo complicatissime giustificazioni a sfondo lavoratesco...
Visti i presupposti e le provenienze così diverse, tutti i bambini e le personali intemperanze, il neonato e la quantità di bocche da sfamare chi avrebbe scommesso due soldi sulla riuscita della vacanza?
E invece, magia, si sono diverite! Proprio così, se la sono spassata! Scoprendo un' infinità di punti caldi in cui le traiettorie di pianeti diversi si incontrano.....
Amica A ci sei mancata!
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domenica 5 settembre 2010
contrordine: si riparte! (mare, mare, mare...).
-una settimana a casa mia: io, tu,amica l,amica a e bambini..dai, festeggiamo il passaggio alla scuola media...
-il fatto è che....
-non tirare fuori la scusa che c'è Bebè, te l'avevamo detto tutti che sarebbe stato un casino tirare su un neonato senza boicottare il futuro dei tuoi figli e tu a dire "nooo, me la caverò benissimo..."
-ehi! ma sei amica D o la mia coscienza?
-chi lo sa....comunque si parte domenica e si ritorna sabato, se non vieni Boy non te lo perdonerà, e neanche io se è per questo....
Così, ieri e oggi, a casa Calzelunghe nuovi bagagli sono stati preparati, ma questa volta più velocemente.
Niente felpe, felpine, felpette, calze, calzine, calzette ma solo magliette, calzoncini e costumi da bagno.
Indovinate dove si va? Magia, Magia!
(va beh, una felpa a testa la porto....azzurra!)
-il fatto è che....
-non tirare fuori la scusa che c'è Bebè, te l'avevamo detto tutti che sarebbe stato un casino tirare su un neonato senza boicottare il futuro dei tuoi figli e tu a dire "nooo, me la caverò benissimo..."
-ehi! ma sei amica D o la mia coscienza?
-chi lo sa....comunque si parte domenica e si ritorna sabato, se non vieni Boy non te lo perdonerà, e neanche io se è per questo....
Così, ieri e oggi, a casa Calzelunghe nuovi bagagli sono stati preparati, ma questa volta più velocemente.
Niente felpe, felpine, felpette, calze, calzine, calzette ma solo magliette, calzoncini e costumi da bagno.
Indovinate dove si va? Magia, Magia!
(va beh, una felpa a testa la porto....azzurra!)
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mercoledì 1 settembre 2010
Super Post Allattamento. Episodio tre: Baby Blue
Calzelunghemom è pazza di gioia:
finalmente è a casa.
Entra ed esce dalle stanze senza tregua, osserva ogni minimo particolare, tutto intorno a lei parla la lingua festosa del rientro.
Casa! Casa! Casa!
-hai visto?-chiede deliziata rivolta al marito- c'è proprio lo stesso disordine che avevamo lasciato.
Consapevole della propria felicità decide di essere magnanima ed ignorare l'occhiataccia che Papà Calzelunghe le indirizza cambiando soavemente interlocutore.
-hai sentito Boy, qualcuno dei nostri vicini sta ascoltando De Andrè...non è incredibile?
Povero Boy! E' così imnpelagato nel conflitto edipico da scimmiottare tutte le espressioni paterne.
-Guarda Girl, non è meraviglioso essere scampate a tutto quel verde...
-mamma a me il verde piace, da grande voglio fare la contadina...
Calzelnghemom riflette in fretta: regola aurea per ogni buon genitore, mai frustrare le aspirazioni dei figli...
-magari la contadina metropolitana, che ne dici? Un bell'orto sul terrazzo...
Povera Girl! In questi ultimi tempi è così impelagata nella competizione con il fratello da scimmiottare tutte le espressioni di Boy.
-E tu Bebè, dormi tranquilla, eh! Felice di essere tornata a casa...
-uuueeeee!
-E che cavolo!
Ma nulla, neanche il pianto di Bebè, può turbare il tripudio di gioia che ha invaso l'animo di Calzelunghemom e deborda da ogni dove...
Poco dopo....
Merda! calzelunghemom è rientrata a casa solo da qualche ora e questa città la sta già uccidendo.
Il caldo è insopportabile e si appiccica ovunque, le zanzare sono in azione a qualsiasi ora del giorno e della notte, i bagagli da disfare si espandono a macchia d'olio, i panni da lavare sono dotati di capacità riproduttive sorprendenti, papà Calzelunghe ha ripreso a ciondolare con pile di giornali sotto il braccio, Boy lo imita, Girl a tratti imita Boy a tratti entra ed esce dalla sua stanza con vasi, vasetti e innaffiatoi
-Ho detto sul terrazzo, Girl, quando sarai grande, un orto sul terrazzo, non oggi in camera tua!
Bebè vocalizza tutta contenta, Bebè si arrabbia, Bebè ciuccia un pò ma poi preferisce guardare Boy e Girl che stufi di ciondolare e zappettare litigano per una figurina, Bebè ha imparato a girarsi sulla pancia e a rotolare, bisogna controllarla a vista, il lettino non le piace, la sdraietta non le piace....
-mamma possiamo vedere un cartone...
Quale fuori di testa ascolta per tre volte di seguito lo stesso disco di De Andrè......
Basta!
Calzelunghemom deve fare qualcosa chè se no esplode...
-esco a comprare il latte-
-il latte c'è- Papà Calzelunghe fa capolino nell'entrata dove Calzelunghemom ha già piazzato Bebè nella fascia e ora sta infilandosi i sandali -Oh, esci con Bebè...in effetti un pò di latte in più fa sempre comodo...
Calzelunghemom è fuori...
Fuori per strada, fuori di testa, fuori e stanca, fuori e stufa, fuori e basta!
-Ciao, sei rientrata
L'amica Esse! Abbronzatissima, rilassatissima, elegantemente disordinata...alla modissima..
-già
-di ottimo umore...ti fanno bene le vacanze....
-ah, ah!
Abbraccio, bacio. Sono anni che vivono nella stessa tribù...
-Andiamo a prendere un aperitivo giù, alla fasta dei ds, vieni?
-no!
-e perchè no?
Calzelunghemom medita di dire la verità, quale verità?
Che è stanca? E che palle.
Che è incazzata? Sai che novità.
Che soffre di sbalzi d'umore? E' per via della stanchezza...
Che tanto non può bere un cavolo perchè allatta...
-Bebè deve mangiare....
-e beh? Non puoi fare quella cosa disgustosa che fai sempre: tirare fuori la tetta e darle da mangiare lì?
Allattare al seno il vostro bambino vi lascerà a corto di scuse: isolarvi, sprofondare in voi stesse e crogiolarvi nel vostro malumore vi sarà quasi impossibile!...
epilogo
Calzelunghemom e l'amica esse se la ridono alla grande ascoltando amica effe raccontare del suo nuovo fidanzato.
Papà Calzelunghe, strappato al suo torpore, è sprofondato con amico elle e il nuovo fidanzato di amica effe dentro una mezza pinta di birra e non è esluso che a breve decida di spiegarci come funziona il mondo...
Per questa ragione Calzelunghemom e le due amiche hanno messo a punto un fantastico sistema di segnaletica con cui avvisare i propri figli, attualmente impegnati in una partita a calcetto, che è tempo di svignarsela.
Bebè dorme e ciuccia, ciuccia e dorme.
Tutti, anche se sembrano in altre faccende affaccendati, aspettano solo il momento buono per alzarsi dalla loro sedia e fiondarsi allo stand delle focaccette di Crevari dove rimpinzarsi per benino della loro farcitura preferita....
A volte basta davvero poco....
Buon rientro a tutti!
finalmente è a casa.
Entra ed esce dalle stanze senza tregua, osserva ogni minimo particolare, tutto intorno a lei parla la lingua festosa del rientro.
Casa! Casa! Casa!
-hai visto?-chiede deliziata rivolta al marito- c'è proprio lo stesso disordine che avevamo lasciato.
Consapevole della propria felicità decide di essere magnanima ed ignorare l'occhiataccia che Papà Calzelunghe le indirizza cambiando soavemente interlocutore.
-hai sentito Boy, qualcuno dei nostri vicini sta ascoltando De Andrè...non è incredibile?
Povero Boy! E' così imnpelagato nel conflitto edipico da scimmiottare tutte le espressioni paterne.
-Guarda Girl, non è meraviglioso essere scampate a tutto quel verde...
-mamma a me il verde piace, da grande voglio fare la contadina...
Calzelnghemom riflette in fretta: regola aurea per ogni buon genitore, mai frustrare le aspirazioni dei figli...
-magari la contadina metropolitana, che ne dici? Un bell'orto sul terrazzo...
Povera Girl! In questi ultimi tempi è così impelagata nella competizione con il fratello da scimmiottare tutte le espressioni di Boy.
-E tu Bebè, dormi tranquilla, eh! Felice di essere tornata a casa...
-uuueeeee!
-E che cavolo!
Ma nulla, neanche il pianto di Bebè, può turbare il tripudio di gioia che ha invaso l'animo di Calzelunghemom e deborda da ogni dove...
Poco dopo....
Merda! calzelunghemom è rientrata a casa solo da qualche ora e questa città la sta già uccidendo.
Il caldo è insopportabile e si appiccica ovunque, le zanzare sono in azione a qualsiasi ora del giorno e della notte, i bagagli da disfare si espandono a macchia d'olio, i panni da lavare sono dotati di capacità riproduttive sorprendenti, papà Calzelunghe ha ripreso a ciondolare con pile di giornali sotto il braccio, Boy lo imita, Girl a tratti imita Boy a tratti entra ed esce dalla sua stanza con vasi, vasetti e innaffiatoi
-Ho detto sul terrazzo, Girl, quando sarai grande, un orto sul terrazzo, non oggi in camera tua!
Bebè vocalizza tutta contenta, Bebè si arrabbia, Bebè ciuccia un pò ma poi preferisce guardare Boy e Girl che stufi di ciondolare e zappettare litigano per una figurina, Bebè ha imparato a girarsi sulla pancia e a rotolare, bisogna controllarla a vista, il lettino non le piace, la sdraietta non le piace....
-mamma possiamo vedere un cartone...
Quale fuori di testa ascolta per tre volte di seguito lo stesso disco di De Andrè......
Basta!
Calzelunghemom deve fare qualcosa chè se no esplode...
-esco a comprare il latte-
-il latte c'è- Papà Calzelunghe fa capolino nell'entrata dove Calzelunghemom ha già piazzato Bebè nella fascia e ora sta infilandosi i sandali -Oh, esci con Bebè...in effetti un pò di latte in più fa sempre comodo...
Calzelunghemom è fuori...
Fuori per strada, fuori di testa, fuori e stanca, fuori e stufa, fuori e basta!
-Ciao, sei rientrata
L'amica Esse! Abbronzatissima, rilassatissima, elegantemente disordinata...alla modissima..
-già
-di ottimo umore...ti fanno bene le vacanze....
-ah, ah!
Abbraccio, bacio. Sono anni che vivono nella stessa tribù...
-Andiamo a prendere un aperitivo giù, alla fasta dei ds, vieni?
-no!
-e perchè no?
Calzelunghemom medita di dire la verità, quale verità?
Che è stanca? E che palle.
Che è incazzata? Sai che novità.
Che soffre di sbalzi d'umore? E' per via della stanchezza...
Che tanto non può bere un cavolo perchè allatta...
-Bebè deve mangiare....
-e beh? Non puoi fare quella cosa disgustosa che fai sempre: tirare fuori la tetta e darle da mangiare lì?
Allattare al seno il vostro bambino vi lascerà a corto di scuse: isolarvi, sprofondare in voi stesse e crogiolarvi nel vostro malumore vi sarà quasi impossibile!...
epilogo
Calzelunghemom e l'amica esse se la ridono alla grande ascoltando amica effe raccontare del suo nuovo fidanzato.
Papà Calzelunghe, strappato al suo torpore, è sprofondato con amico elle e il nuovo fidanzato di amica effe dentro una mezza pinta di birra e non è esluso che a breve decida di spiegarci come funziona il mondo...
Per questa ragione Calzelunghemom e le due amiche hanno messo a punto un fantastico sistema di segnaletica con cui avvisare i propri figli, attualmente impegnati in una partita a calcetto, che è tempo di svignarsela.
Bebè dorme e ciuccia, ciuccia e dorme.
Tutti, anche se sembrano in altre faccende affaccendati, aspettano solo il momento buono per alzarsi dalla loro sedia e fiondarsi allo stand delle focaccette di Crevari dove rimpinzarsi per benino della loro farcitura preferita....
A volte basta davvero poco....
Buon rientro a tutti!
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venerdì 20 agosto 2010
gioia e tormento agreste
Calzelunghemom è sola.
Con i suoi tre figli e tutti i loro fumetti , con papà Calzelunghe e i suoi svariati interessi, con tutti i parenti di papà Calzelunghe cinque case più in là, con altri parenti tre case più in qua, con la gatta Alice che ha fatto i gattini, con le galline vagabonde, che hanno fatto le uova; in aperta campagna che più campagna non c'è, senza la musica dei vicini magrebini che osservano il ramadan, senza i litigi dei dirimpettai innamorati che si godono la gioventù, senza nessuna amica che suoni il citofono per vedere se è in casa (dove è adesso tutti sanno esattamente chi è in casa....), senza nessuno da incontrare per caso...
Sola in aperta campagna che più campagna non c'è.
I figli entrano ed ascono quando vogliono (tutti tranne Bebè), vivono sulla biciclette e a volte si dimenticano di litigare tra loro...
Papà Calzelunghe ha scordato giornali e altri mezzi di informazione e spazia dalla falagnameria all'orto, curando amorevolmente le zucchine...
Bebè è sempre bebè (uuuueeee!), ma come è bella mentre si incanta a guardare le foglie...con la manina vuole prenderle, per riuscirci gli parla...
Calzelunghemom è sola.
A tratti vorrebbe mettersi ad urlare.
Mentre a tratti se la spassa.
Con i suoi tre figli e tutti i loro fumetti , con papà Calzelunghe e i suoi svariati interessi, con tutti i parenti di papà Calzelunghe cinque case più in là, con altri parenti tre case più in qua, con la gatta Alice che ha fatto i gattini, con le galline vagabonde, che hanno fatto le uova; in aperta campagna che più campagna non c'è, senza la musica dei vicini magrebini che osservano il ramadan, senza i litigi dei dirimpettai innamorati che si godono la gioventù, senza nessuna amica che suoni il citofono per vedere se è in casa (dove è adesso tutti sanno esattamente chi è in casa....), senza nessuno da incontrare per caso...
Sola in aperta campagna che più campagna non c'è.
I figli entrano ed ascono quando vogliono (tutti tranne Bebè), vivono sulla biciclette e a volte si dimenticano di litigare tra loro...
Papà Calzelunghe ha scordato giornali e altri mezzi di informazione e spazia dalla falagnameria all'orto, curando amorevolmente le zucchine...
Bebè è sempre bebè (uuuueeee!), ma come è bella mentre si incanta a guardare le foglie...con la manina vuole prenderle, per riuscirci gli parla...
Calzelunghemom è sola.
A tratti vorrebbe mettersi ad urlare.
Mentre a tratti se la spassa.
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sabato 24 luglio 2010
Super Post Allattamento: episodio 2 bis: Magicamente
E' stata una lunga giornata e Calzelunghemom è veramente stanca.
Sa bene, per esperienza, che non appena si sdraierà sul letto e comincerà a vagare con la mente verso altri dove Bebè si sveglierà.
Eppure, magicamente, questo non la spaventa.
Perchè, vedete, nonostante tutto lei si godrà il momento, quel minuscolo, magico momento in cui la sua piccolina spingerà il visino verso di lei, schiuderà la boccuccia alla ricerca di una felicità che per la maggior parte di noi, ormai, è solo utopia; con le manine grassottelle disegnerà cerchi concentrici sulla sua pelle, con gli occhietti socchiusi cercherà i suoi.
Allattare al seno il proprio bambino significa regalarsi attimi di magia.
Attimi. Il resto è fatica e determinazione.
Ma sono attimi perfetti e i figli crescono in un soffio.
Sa bene, per esperienza, che non appena si sdraierà sul letto e comincerà a vagare con la mente verso altri dove Bebè si sveglierà.
Eppure, magicamente, questo non la spaventa.
Perchè, vedete, nonostante tutto lei si godrà il momento, quel minuscolo, magico momento in cui la sua piccolina spingerà il visino verso di lei, schiuderà la boccuccia alla ricerca di una felicità che per la maggior parte di noi, ormai, è solo utopia; con le manine grassottelle disegnerà cerchi concentrici sulla sua pelle, con gli occhietti socchiusi cercherà i suoi.
Allattare al seno il proprio bambino significa regalarsi attimi di magia.
Attimi. Il resto è fatica e determinazione.
Ma sono attimi perfetti e i figli crescono in un soffio.
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Super Post Allattamento: episodio 2 : Lei viaggia leggera
Giornata durissima.
I Calzelunghe sono in paretenza e questo significa lavoro, lavoro e ancora lavoro per tutti ma soprattutto per Calzelunghemom.
Sveglia dall'alba: piega, stira, sistema, impacchetta......e poi piega ancora...
Prima le è toccato litigare con Girl
-non puoi portarti anche il maglione da sci...
-mamma, in campagna la temperatura è più bassa....
e solidarizzare con Boy
-povero Boy qui c'è spazio solo per due paia di mutande..
Poi le è toccato litigare con Boy
-non puoi portarti tutti i fumetti...
e solidarizzare con Girl
-no, non ho detto che i tuoi fumetti devono rimanere a casa...
Infine è stata la volta di papà Calzelunghe
-Sì, bisogna proprio portarla tutta questa roba, perchè SI', CI SERVE....
Per fortuna, ad un certo punto, tutti sono andati a dormire e Calzelunghemom ha potuto fermarsi un attimo e riflettere: abbiamo preso tutto?
Due borsoni di cose di Boy, due borsoni di cose di Girl, una borsa di cose di papà, una borsa di cose mie, libri, fumetti...
e la borsina?
La borsina contiene un certo numero di Body, qualche tutina, alcune felpine, delle calzine, due sonaglini, un flacone di tachipirina in goccie e...
e niente altro.
No biberon, no tettarelle, no sterilizzatore, no liquido sterilizzante, no tutta quella roba lì. Perchè tutto ciò di cui Bebè ha bisogno sta lì, dentro la sua stanca mamma.
Allattare al seno il vostro bambino vi consentirà di partire per le vacanze sentendovi super leggeri (sempre che non abbiate altri due bambini che, da tempo, non allattate più).
Buone vacanze a tutti!!
I Calzelunghe sono in paretenza e questo significa lavoro, lavoro e ancora lavoro per tutti ma soprattutto per Calzelunghemom.
Sveglia dall'alba: piega, stira, sistema, impacchetta......e poi piega ancora...
Prima le è toccato litigare con Girl
-non puoi portarti anche il maglione da sci...
-mamma, in campagna la temperatura è più bassa....
e solidarizzare con Boy
-povero Boy qui c'è spazio solo per due paia di mutande..
Poi le è toccato litigare con Boy
-non puoi portarti tutti i fumetti...
e solidarizzare con Girl
-no, non ho detto che i tuoi fumetti devono rimanere a casa...
Infine è stata la volta di papà Calzelunghe
-Sì, bisogna proprio portarla tutta questa roba, perchè SI', CI SERVE....
Per fortuna, ad un certo punto, tutti sono andati a dormire e Calzelunghemom ha potuto fermarsi un attimo e riflettere: abbiamo preso tutto?
Due borsoni di cose di Boy, due borsoni di cose di Girl, una borsa di cose di papà, una borsa di cose mie, libri, fumetti...
e la borsina?
La borsina contiene un certo numero di Body, qualche tutina, alcune felpine, delle calzine, due sonaglini, un flacone di tachipirina in goccie e...
e niente altro.
No biberon, no tettarelle, no sterilizzatore, no liquido sterilizzante, no tutta quella roba lì. Perchè tutto ciò di cui Bebè ha bisogno sta lì, dentro la sua stanca mamma.
Allattare al seno il vostro bambino vi consentirà di partire per le vacanze sentendovi super leggeri (sempre che non abbiate altri due bambini che, da tempo, non allattate più).
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